Parco Naturale Regionale di Bracciano - Martignano

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Il Parco Naturale Regionale di Bracciano Martignano è stato istituito il 25 novembre 1999 con legge regionale n. 36, con lo scopo di garantire e promuovere la conservazione e la valorizzazione del territorio e delle risorse naturali e culturali del vasto comprensorio dei Monti Sabatini. L’Area Protetta si estende per 16.682 ettari sul territorio dei comuni di Anguillara Sabazia, Bassano Romano, Bracciano, Campagnano di Roma, Manziana, Monterosi, Oriolo Romano, Roma (XX Municipio), Sutri e Trevignano Romano, a cavallo tra le Province di Roma e Viterbo.
Archivio Parco - Panorama del Lago di BraccianoAll’interno dei confini del Parco si trovano due importanti Monumenti Naturali: la “Caldara di Manziana", caratterizzato dalla presenza di acque sulfuree e di boschetti di betulle; e la zona umida delle “Pantane e Lagusiello" di Trevignano Romano, preziosa area di rifugio per gli uccelli acquatici. Il territorio del Parco, risultato dell’attività del Distretto Vulcanico Sabatino iniziata circa 600.000 anni fa, è caratterizzato dalla presenza dei laghi di Bracciano (che con i suoi 5.650 ettari è l’ottavo lago italiano) e di Martignano (230 ettari) e da un paesaggio collinare che ha nel monte Rocca Romana (610metri) il rilievo più alto. I laghi coprono circa un terzo della superficie totale dell’area protetta determinando la presenza di un patrimonio naturale eccezionalmente diversificato dagli aspetti insoliti nel contesto geografico a nord di Roma. I boschi decorano circa il 30% della superficie del Parco (fino al 47% considerando le superfici non coperte dai laghi), percentuale nettamente superiore alla media nazionale e del Lazio. Vasti castagneti e querceti decidui caratterizzano il paesaggio forestale impreziosito dalla presenza di importanti faggete sotto quota. Il paesaggio rurale, caratterizzato da ampi spazi aperti, è frutto della costante presenza umana nell’area, risalente alle prime fasi dell’insediamento neolitico nella penisola italica (VI millennio A.C.).
La ricchezza di ambienti naturali favorisce la presenza di numerose specie animali, dai mammiferi di grosse dimensioni, come il cinghiale, ed altri introdotti a scopo venatorio: il muflone e il daino, ai più rari gatto selvatico e lupo, segnalato nel parco e presente nel vicino comprensorio tolfetano.
Gli uccelli di bosco sono numerosi così come i rapaci, ma la presenza più rilevante è costituita dalla fauna migratoria che, dagli ultimi censimenti invernali, ammonta a circa 10.000 uccelli acquatici. Il Parco, con i suoi bacini lacustri dalle limpide e pescose acque, è una delle aree più importanti della regione per lo svernamento dell’aviofauna. M.Bernoni - Trevignano Romano - Le Pantane La presenza di questa zona umida di grande valenza naturalistica, nonché l’esistenza di ben 30 specie di volatili di interesse comunitario - legate sia ad ambienti acquatici che forestali - ha motivato la designazione dell’area a Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della Direttiva Uccelli 79/409/CEE, il cui perimetro coincide quasi interamente con quello del Parco. In applicazione della successiva Direttiva Habitat 92/43/CEE, nell’area protetta sono stati designati anche due Siti di Importanza Comunitaria (SIC) per la tutela e il ripristino degli ambienti forestali e lacustri.  Passeggiata nel ParcoUn territorio, quello del Parco, assai articolato e originale, rappresentativo e ancora di congiunzione tra i vasti spazi della Campagna Romana, della Tuscia e del territorio tolfetano-cerite-manziate fino ad arrivare al mare.
Nel corso dei secoli lo sviluppo sociale ed economico delle comunità locali è stato determinato dallo stretto legame tra uomo e natura, un rapporto dinamico ed equilibrato nel rispetto degli ambienti naturali e delle loro potenzialità. Negli ultimi decenni questo equilibrio è sempre più precario. Le comunità rurali si sono trasformate definitivamente, le attività agricole moderne presentano un altro impatto ambientale rispetto a quelle tradizionali. La crescente urbanizzazione delle campagne e la maggiore pressione della Capitale verso nord alla ricerca di territori naturali da utilizzare, rappresentano fattori di minaccia alla naturalità del territorio. In questo contesto il ruolo del parco si inserisce come un modello di gestione alternativo, fondato su storia valori e potenzialità antiche e future del territorio, che si propone di riequilibrare la relazione della nostra società con il suo ambiente. Un modello costruito sulla conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali e culturali, che indirizzi lo sviluppo socioeconomico delle popolazioni locali attraverso la promozione e incentivazione delle attività compatibili.